Gran Bretagna. Sonita, prima donna e prima preside di colore a Cambridge

Silvia Guzzetti mercoledì 29 maggio 2019. Fonte: Avvenire.it

Il “Jesus college”, uno dei più antichi istituti dell’università di Cambridge, ha scelto una musicologa come direttrice. Ex allieva, filosofa, la Alleyne, è nata a Barbados

Il college presieduto per la prima volta da una donna
PH: Avvenire.it

Sono i due volti più femministi della Gran Bretagna di oggi ma ce la farà uno dei Paesi più tradizionalisti del mondo a reggere la rivoluzione che rappresentano le donne al potere? A Cambridge per la prima volta il “Jesus College”, uno dei più antichi, fondato nel lontano1496, ha scelto Sonita Alleyne, un’ex allieva dell’università, come preside. La prima volta di una donna e la prima volta di una persona di colore.

Intanto a Windsor Meghan Markle, anche lei di origine africana, ha deciso di assentarsi dal pranzo ufficiale con il presidente americano Donald Trump. Certo la moglie di Harry si sta ancora riprendendo da un parto che, secondo i bene informati, è stato difficile, e non compare in pubblico da quando ha presentato, orgogliosa, il suo piccolo Archie. Tuttavia Meghan ha espresso spesso opinioni politiche, da quando si è sposata, criticando il suo Paese di adozione per come tratta le donne e anche le persone di origine africana. Si tratta di un comportamento inaccettabile per i membri della famiglia reale, per i quali la neutralità è d’obbligo. Proprio non prendendo mai posizione, la Regina è riuscita a mantenersi popolare per sessantasette anni.

Quanto a Sonita Alleyne, il suo curriculum è davvero insolito per il preside di una università così antica come quella di Cambridge. Anche se può contare su una laurea in filosofia, completata proprio nel famoso ateneo, la neopreside ha fatto carriera in una stazione radio di musica jazz, “Jazz FM”, e, una volta licenziata, ha avviato una ditta di produzione di spettacoli per la Bbc e altre stazioni commerciali che sono stati comprati da oltre duecento stazioni radio in sessantacinque paesi.

Il Regno Unito, insomma, sta davvero cambiando, se pensiamo che la preside nata nelle Barbados è stata selezionata grazie al sito “Linkedin” e che su 2.612 allievi ammessi nel prestigioso ateneo, lo scorso anno solo 58 avevano origine africane.

Quanto a Meghan, la sua antipatia per Trump è indiscussa. L’attrice ha sostenuto apertamente Hillary Clinton, nelle ultime presidenziali americane, e ha definito Donald Trump “misogino” e “pericoloso”. Forse nella sua decisione di sposare il principe Harry il fattore Trump ha avuto un ruolo. L’attrice aveva detto che avrebbe lasciato gli Stati Uniti se Donald fosse entrato alla Casa Bianca. Eppure la Regina non ha voluto obbligare la nuora a partecipare agli impegni ufficiali; l’armonia in famiglia – avrà pensato – è più importante delle ragioni di Stato.

Se a Cambridge il potere è fatto da oggi anche di musica jazz, a Buckingham Palace l’America “femminista” può fare la voce grossa. A non cambiare, per ora, a Londra, baluardo di maschilismo e tradizione, è il Garrick Club. Fondato nel 1831, l’esclusivo circolo, che comprende, tra i suoi 1400 membri, anche famosi attori come Stephen Fry, ministri come Michael Gove, accademici e diplomatici, ancora esclude le donne.

E non è il solo in Gran Bretagna. Anche altri club come il White’s, del quale David Cameron era membro, il Pratt’s e il Boodles dicono no alle signore. Le donne possono entrare soltanto come ospiti di un membro uomo, anche se possono usare lo scalone principale, invece di essere obbligate a imboccare la porta di servizio, come dovevano fare in passato. Qualche progresso è stato fatto al Garrick come a Cambridge e Windsor.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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