Giugliano. Per i rom sgomberati la visita dei parlamentari e un pranzo in parrocchia

Antonio Maria Mira lunedì 20 maggio 2019. Fonte: Avvenire.it

Il sindaco annuncia il bando per assegnare i contributi per le soluzioni abitative. Ma ci vorrà tempo e i 450 vivono ancora senza acqua e elettricità. Domenica in 120 sono stati ospitati al San Pio X

Per i rom sgomberati la visita dei parlamentari e un pranzo in parrocchia
PH: Avvenire.it

Domenica un pranzo in parrocchia e ieri la visita di una delegazione di parlamentari. Ma ancora nessuna novità concreta per i 450 rom di Giugliano sgomberati due settimane fa. Sono finalmente arrivati quattro bagni chimici ma ancora non ci sono né acqua né elettricità. Il sindaco, incontrando i deputati, ha comunicato che farà il bando per il contributo di 5mila euro a famiglia per trovare una soluzione abitativa. Fondi peraltro disponibili da anni ma solo ora dopo lo sgombero ci si muove. Ma ci vorrà ancora tempo. Intano i rom sopravvivono nell’area di una fabbrica abbandonata, dormendo nelle auto e nei furgoni. E sotto la pioggia implacabile di questi giorni.

«E’ evidente – ha commentato Riccardo Magi, deputato di +Europa – come la questione non riguardi soltanto il comune e vada invece affrontata anche a livello di governo regionale e nazionale. Chiediamo quindi un intervento imediato di protezione civile e che le autorità assicurino al più presto a queste persone una sistemazione adeguata, nel rispetto della loro dignità, sicurezza e dei loro diritti umani».

E ancora una volta è la Chiesa ad aprire le porte. In 120, in gran parte bambini, con qualche adulto che li accompagnava, domanica sono stati a pranzo nella parrocchia di san Pio X. «C’erano molti volontari, la parrocchia ha risposto – spiega il parroco don Francesco Riccio, che è anche responsabile dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi –. Hanno pranzato con loro, non è stato solo un servizio ma una condivisione. Tre famiglie ­­della parrocchia – aggiunge il sacerdote che tutti i giorni si reca nel campo rom – hanno deciso di passare così la domenica, genitori e figli. Invece di mangiare a casa hanno mangiato qui». Davvero un bel segnale di concreta vicinanza. Tra i 120 c’era anche una bambina di 15 giorni, che da quando è nata vive in un furgone. Per la prima volta, da quando è uscita dall’ospedale, ha trascorso qualche ora in una casa, sotto un tetto vero. Era stato preparato nel salone della parrocchia una culla da campeggio che poi è stata regalato alla giovane mamma in attesa di giorni migliori.

Fonte: Avvenire.it

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