Gli ideali dell’Europa, l’Arcivescovo in Bocconi

Incontro-dibattito con gli universitari: sul tappeto, in vista delle prossime elezioni, i motivi per i quali occorre proseguire nel processo di costruzione della “casa comune” e sul contributo specifico che può venire dai credenti

Martedì 5 marzo l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, si recherà all’Università Bocconi e qui, dalle 18 alle 19.30, parlerà di Europa con gli studenti.

Bambino e Ue faccia dipinta Cropped

A fine maggio i cittadini europei saranno chiamati a eleggere il nuovo Parlamento dell’Ue. In questo tempo, reso incerto dalle tante crisi (economiche, sociali e politiche), è quanto mai necessario tornare a esprimere un pensiero serio, rigoroso appassionato sull’Europa, che non sia appiattito sulla sola dimensione economica e finanziaria e sulle emergenze che quotidianamente l’Unione europea si trova ad affrontare. Non si tratta di negare i problemi esistenti (tutt’altro) e la condizione di difficoltà economica in cui versa attualmente una parte (purtroppo sempre più numerosa) della popolazione del continente, complici i processi di globalizzazione che contraddistinguono la nostra epoca; ma piuttosto di fornire a tutti – in particolare ai giovani – gli strumenti necessari per comprendere a fondo la natura e le caratteristiche del processo di costruzione dell’Europa unita che, terminata la seconda guerra mondiale, per settant’anni ha garantito pace e un sostanziale benessere ai cittadini europei.

Considerata questa necessità, unita al desiderio di far sentire la loro voce su un argomento così importante per il loro futuro, i giovani universitari hanno chiesto di incontrare l’Arcivescovo. Durante l’incontro con lui, andranno alla ricerca non solo delle ragioni e degli ideali (oggi purtroppo il più delle volte smarriti) sulla base dei quali proseguire nel processo di unificazione europea, ma anche di un linguaggio appassionato capace di raccontare tutto questo alle generazioni presenti e future. Inoltre, potranno interrogarsi sul contributo che i cristiani sono chiamati a dare al nostro continente, sui motivi per cui l’Europa non riesca più a essere popolare, e potranno chiedersi se quel che viene definito populismo sia la risposta giusta ai problemi che la stanno affliggendo.

Già nell’ottobre scorso, in Duomo, al termine della Redditio Symboli, l’Arcivescovo aveva detto: «Voi che andrete a votare per le elezioni europee l’anno prossimo e che state crescendo in questo continente che cerca un’identità, costruite l’Europa non sulle beghe politiche o sugli affari. Credete nell’amicizia come aiuto per il bene. L’amicizia deve essere un aiuto per andare insieme ad aggiustare questo mondo, a farlo diventare più bello».PUBBLICATO GIOVEDÌ 28 FEBBRAIO 2019

“Chiesa di Milano”

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