Gmg. A Panama il Papa vedrà anche i giovani in carcere e malati di Aids

Cinque giorni con i giovani per la Gmg. Ecco il programma del viaggio di papa Francesco, dal 23 al 28 gennaio

Cinque giorni e mezzo di viaggio (compresi andata e ritorno per complessive 26 ore), 10 discorsi e soprattutto un nuovo abbraccio con i giovani di tutto il mondo. Questa in sintesi la Gmg di Panama, oggetto del 26° viaggio di Francescola terza del suo Pontificato, dopo Rio de Janeiro e Cracovia. Numeri che però non nascondono il cuore di un evento, che come al solito presenta elementi tradizionali e interessanti novità. Tra queste ultime – ed è una prima volta per le Gmg – la celebrazione penitenziale di venerdì 25 gennaio si svolgerà in un carcere minorile. «È il segno della vicinanza di Francesco a quei giovani che non possono recarsi alla Giornata mondiale», ha spiegato il direttore della Sala Stampa ad interim, Alessandro Gisotti, nel consueto briefing pre-viaggio con i giornalisti accreditati. E un altro momento estremamente significativo sarà l’incontro con i giovani malati di Aids nella Casa Hogar del Buen Samaritano, subito dopo la Messa conclusiva della Gmg, domenica 27 gennaio. «Il Papa vuole essere anche in questa occasione vicino a tutte le periferie esistenziali», ha commentato Grisotti.

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PH: Tratta da google

Il resto del programma è distribuito nei giorni dal 23 al 28 gennaio, data del rientro a Roma (intorno a mezzogiorno). Il Papa arriverà a Paname nel pomeriggio (ora locale) del 23 (all’orario italiano vanno aggiunte sei ore) e comincerà gli incontri a partire dal giorno dopo. Presidente della Repubblica, governo locale e corpo diplomatico il 24 gennaio. Quindi a seguire i vescovi della Regione centroamericana e nel pomeriggio la cerimonia di accoglienza con i giovani sulla Cinta Costera.

Finora gli iscritti sono 150mila, ma secondo Gisotti si potrebbe arrivare nei giorni conclusivi fino a 700mila persone. Tale per lo meno è la capienza del Campo Juan Pablo II che ospiterà la veglia di sabato sera 26 gennaio e la Messa conclusiva del 27.

Venerdì 25 sarà la giornata penitenziale, perché oltre alle confessioni dei giovani carcerati (direttamente dal Papa) e degli altri secondo le consuete modalità, ci sarà a sera anche la Via Crucis.

Sabato 26 è prevista la dedicazione dell’altare maggiore della Cattedrale, il pranzo del Papa con i giovani e la Veglia. Domenica Messa finale, il già ricordato incontro con gli ammalati di Aids e infine il saluto ai volontari della Gmg, prima di imbarcarsi sull’aereo del ritorno.

Tra gli argomenti di questa Gmg, Gisotti ha indicato l’ecologia, la violenza che purtroppo attecchisce anche tra i giovani, il dialogo Nord-Sud, la pace, le migrazioni e soprattutto l’intonazione mariana data del resto anche dal tema: «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua Parola».

Al seguito del Papa, oltre al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin e al sostituto (al suo esordio nei viaggi papali) Edgar Peña Parra, i cardinali Farrell (Dicastero per i laici, famiglia e vita) e Marc Ouellet (vescovi, presidente della Commissione per l’America Latina). Viaggeranno con il Papa anche Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Andrea Tornielli, direttore editoriale, Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano e lo stesso Gisotti. Presenti sul volo anche una dipendente dei Servizi tecnici del Governatorato (tra le più giovani del Vaticano, dato che si tratta di una Gmg) e il sociologo francese Dominique Wolton.


Mimmo Muolo venerdì 18 gennaio 2019

Avvenire.it

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