“Una famiglia per Abdou”, affido familiare per minori stranieri non accompagnati

Abdou, 17 anni, originario del Gambia, è scappato dalla carceri libiche. Giunto in Italia su un barcone, è stato accolto in una comunità a Milano. Qui ha imparato l’italiano e ha passato l’esame di licenza media. Ora cerca una famiglia per continuare gli studi, trovare un lavoro. «In comunità sto bene, ma credo che con una famiglia alle spalle, sarebbe più facile inserirmi nella società», racconta.

Per aiutare Abdou e gli altri ragazzi come lui, accolti nelle comunità per minori stranieri non accompagnati di Milano, Caritas Ambrosiana e il Comune si sono impegnati a cercare persone e famiglie disponibili all’affido, attraverso una serie di iniziative.

Venerdì 11 gennaio, alle 18.30, nella sede di Caritas Ambrosiana a Milano, partirà un corso di formazione in tre tappe rivolto alle famiglie che si candidano ad aprire le porte di casa (venerdì 25 gennaio e 8 febbraio le altre due date del percorso). Contemporaneamente la campagna di informazione e sensibilizzazione proseguirà toccando anche i Comuni dell’hinterland con momenti conviviali: sabato 26 gennaio alle 19.30 ci sarà un aperitivo al Centro Pastorale San Giuseppe a Bollate, organizzato con le parrocchie e l’assessorato alla Politiche sociali; il 18 gennaio alle ore 19.30 a Cisliano i volontari della Masseria offriranno un giropizza.

I minori stranieri non accompagnati nelle comunità di Milano sono 830. Attualmente non tutti sono in grado di proseguire il percorso di integrazione con un’accoglienza in famiglia. Gli operatori dello Sportello Anania di Caritas Ambrosiana in collaborazione con gli assistenti sociali del Comune monitorano i casi nel loro svolgimento e individuano coloro che possono compiere il passaggio. Questo lavoro di verifica ha consentito al momento di individuare 14 ragazzi pronti a essere ricollocati. Hanno tra i 15 e i 18 anni, vengono in parte da Egitto e Maghreb, in parte dall’Africa Sub-sahariana, parlano l’italiano, hanno conseguito il diploma di licenza media e studiano per diventare cuoco, elettricista, muratore.

«Sono giovani pieni di entusiasmo, hanno bisogno di famiglie e adulti in genere in grado di farli sentire a casa, di sostenerli di fronte alle inevitabili difficoltà che troveranno sulla loro strada, di stimolarli  a dare il meglio – spiega Matteo Zappa, responsabile area minori e famiglia di Caritas Ambrosiana -. Per ognuno di loro ci siamo posti l’obiettivo di trovare un’opportunità nel giro dei prossimi mesi e dalle prime reazioni che abbiamo registrato siamo fiduciosi di centrarlo».

Possono diventare “affidatari” persone singole o coppie, sposate o conviventi senza vincoli di età. Le famiglie o le persone interessate all’affido sono invitate a partecipare alle proposte di Caritas, oppure agli incontri di informazione e approfondimento organizzati dal Servizio Coordinamento Affidi e dalle organizzazioni del privato sociale partner del Comune di Milano per l’affido familiare. Solo dopo aver concluso la formazione, chi desidera può iniziare un percorso di conoscenza individuale personalizzato che può portare alla sottoscrizione del patto di affido con il quale si formalizza l’inserimento presso la famiglia affidataria; si avvia l’erogazione di una somma di denaro mensile per contribuire alle spese di mantenimento del minore e si attiva la copertura assicurativa prevista dalla Regione Lombardia per gli affidi familiari.

“Chiesa di Milano”

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