Il post. Studente italiano pestato a Cambridge, su Fb: «Mi spiace per loro»

Con un post sul social network Matteo Fagioli, 21 anni, denuncia l’aggressione di una banda di adolescenti, e scrive: sono anche loro vittime di una società distrutta e di cattivi genitori

La foto di Marzio Fagioli ferito

La foto di Marzio Fagioli ferito. (Ph. Avvenire.it)

 

Uno studente 21enne italiano a Cambridge, picchiato a sangue da tre adolescenti, senza nessun motivo, posta le immagini del suo volto tumefatto su Facebook e scrive parole amare, dichiarando di non essere arrabbiato con chi gli ha ridotto la faccia a una maschera di sangue, ma molto amareggiato per l’ennesimo esempio «della nostra società distrutta e il risultato di avere avuto cattivi genitori».

I fatti. Marzio Fagioli, originario di Pomezia, vicino a Roma, e studente universitario a Cambridge, in Gran Bretagna, lunedì sera (30 aprile) poco dopo le 21 pedala lungo la corsia riservata ai bus, quando tre ragazzi lo aggrediscono, lo fanno cadere dalla bicicletta e lo prendono a calci e pugni in testa. Un pestaggio gratuito, senza ragione, violento, da parte di 3 adolescenti. Un episodio che ricorda da vicino la recente tragedia di Mariam Moustafa, la ragazza romana di origini egiziane massacrata da una baby-gang a Nottingham e morta dopo tre settimane di coma.

Il post su Facebook di Marzio Fagioli

Il post su Facebook di Marzio Fagioli

Marzio viene medicato all’ospedale di Addenbrooke, alla periferia meridionale di Cambridge; qualche ora dopo posta su Facebook tre fotografie delle ferite riportate: il naso pestato e insanguinato, gli zigomi tumefatti, sangue sul collo. Il tutto accompagnato da un lungo testo: “Voglio solo dire che non sono arrabbiato. Non nutro risentimento o rancore nei confronti dei tre teenagers che hanno fatto questo alla mia faccia. Anzi, mi dispiace per loro. Mi dispiace per la generazione che rappresentano. La rabbia e la violenza gratuita che ho subito lunedì sera è solo un altro esempio della nostra società distrutta e il risultato di aver avuto cattivi genitori (…). Voglio solo dire che mi dispiace per la vostra rabbia repressa, che vi ha portato a fare questo. Voglio dirlo chiaramente perché io non sono l’unica vittima. Lo siete anche voi (..). Mi piacerebbe che voi cresciate per diventare più maturi, comprensivi e amorevoli. Questo perché il mio obiettivo primario è cercare di migliorare la società, di creare un mondo migliore per i miei figli (…)”.

Il post del giovane italiano ha colpito nel segno: della vicenda si è occupato il sito Cambridge News, che ha dato conto delle indagini sul pestaggio. La polizia ha diramato un appello ai possibili testimoni, dando un numero di telefono per effettuare segnalazioni. Di certo non è stato l’unico pestaggio: a gennaio altri due ciclisti avevano subito un trattamento simile a quello dello studente italiano, anche allora da parte di un gruppetto di adolescenti. Quella della violenza giovanile è una piaga che colpisce diverse città del Regno Unito.

 

Avvenire.it

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