Medio Oriente. Siria, arrivati a Douma gli ispettori dell’Onu

L’appello del Papa per la pace domenica al Regina Coeli. Trump smentisce Macron: via le truppe appena possibile

 

Un'immagine di distruzione a Douma (Lapresse)

Avvenire.it

 

Sono finalmente entrati a Douma, città siriana nella Ghouta orientale, gli investigatori dell’Opac, incaricati di investigare sul presunto attacco chimico il 7 aprile scorso, lo stesso che ha scatenato la pioggia di missili americani, inglesi e francesi all’alba del 14 aprile.

I tecnici dell’Opac, l’organizzazione per la Proibizione delle armi chimiche, erano arrivati sabato scorso, ma avevano visto rallentato il loro cammino. L’ambasciata russa presso la stessa Opac aveva ipotizzato che gli investigatori avrebbero avuto accesso al sito in ritardo, citando “problemi di sicurezza”, in particolare la strada minata. Secondo Parigi, il loro arrivo era necessario “prima che sparissero le prove” del presunto attacco con armi chimiche al bastione ribelle, in seguito al quale sono morte 40 persone.

Le autorità siriane in questi giorni hanno presentato alla squadra dell’Opac una lista di 22 testimoni da ascoltare nell’ambito dell’indagine.

Trump smentisce Macron: via le truppe appena possibile

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (Ansa)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (Ansa)

Gli obiettivi americani in Siria non sono cambiati e il presidente Donald Trump vuole che le truppe Usa tornino a casa «il più rapidamente possibile». Così la Casa Bianca martedì 17 ha replicato alle parole del presidente francese Emmanuel Macron che ha sostenuto di avere convinto Trump a rimanere. «La missione degli Stati Uniti non è cambiata. Il presidente è stato chiaro che vuole che le forze americane tornino a casa il più rapidamente possibile», ha detto la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. «Siamo determinati – ha aggiunto – a distruggere completamente il Daesh e a creare le condizioni che impediranno il suo ritorno, inoltre ci aspettiamo che i nostri alleati e partner regionali si assumano maggiori responsabilità sia dal punto di vista militare che finanziario per mettere in sicurezza la regione».

L’appello del Papa per la pace

Serve subito «un’azione comune per la pace»: è questo l’appello per la Siria lanciato domenica in piazza San Pietro da papa Francesco. Il pontefice ha sferzato la comunità internazionale e si è rivolto a tutti i leader per cessare i conflitti che perdurano da sette anni. Una richiesta forte arrivata anche dopo la telefonata, sabato, a poche ore dal lancio dei missili di Usa, Francia e Gb, con il patriarca ortodosso Kirill.

Domenica dunque il Papa è tornato a chiedere l’intervento della comunità internazionale: “Sono profondamente turbato – ha detto alla preghiera del Regina Coeli a piazza San Pietro – dall’attuale situazione mondiale, in cui, nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale, si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo. Mentre prego per la pace, e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace”, hasottolineato con forza Francesco.

 

“Avvenire.it”

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